Presentazione
Signore e signori si riparte! Si sente il fischio e il treno si avvia verso il futuro!
Con emozione viviamo la ripartenza della rivista Errepiesse, rivista scientifica ufficiale della Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale, SIRP tout-court per gli amici.
Ripartenza perché nel 1992 era nata sotto la mia Direzione la Rivista di Riabilitazione Psichiatrica e Psicosociale edita dalla Idelson, Napoli che vedeva come Vice-Direttore il compianto Ferdinando Pariante, con il quale avevamo, allora, condiviso l’idea di far nascere una rivista italiana di riabilitazione, in analogia ad altre riviste straniere in tale ambito, ispirandoci al famoso Psychiatric Rehabilitation Journal a cura della prestigiosa Università americana di Boston. Era quello un periodo pionieristico e ricco di fervore culturale, sia per la recente nascita della società, il cui primo Presidente era stato Lorenzo Burti, sia per i contatti e i rapporti di stima che si erano instaurati con grandi epigoni dell’epoca.
Il “Comitato Esecutivo” era rappresentato da Lorenzo Burti (Università di Verona), Bernardo Carpiniello (Università di Cagliari), Mario Maj (II Università di Napoli), Pierluigi Morosini (Istituto Supeiore di Sanità, Roma), Benedetto Saraceno (Istituto Mario Negri Milano – WHO Geneve).
“Redattore capo” era stato designato Pierluigi Scapicchio (Roma).
La “Segreteria di Redazione” era composta da Mauro Giovanni Carta (Università di Cagliari), Lucilla Frattura (Istituto Mario Negri Sud), Rita Roncone (Università dell’Aquila), Franco Veltro (ASL Benevento).
Nel “Comitato Internazionale di Consulenza” della Rivista di Riabilitazione Psichiatrica e Psicosociale comparivano i nomi di Max Birchowod (UK), Luc Ciompi (Svizzera), Ian Falloon (USA), Marianne Farkas (USA), Ugo Formingoni (USA), Robert Liberman (USA), Carlo Perris (Svezia), Mark Spivack (Israele), Stelios Stylianidis (Grecia), Jerome Vaccaro (USA).
Nel dicembre del 1999 uscì l’ultimo numero della Rivista che riportava in modo quasi profetico un bel contributo dal titolo “Le linee guida per la riabilitazione psicosociale in Puglia”, firmato da Domenico Semisa, Marcello Nardini e Salvatore Cotugno, a nome della vivace sezione SIRP pugliese.
Nel 2007 la rivista riprese vita grazie alla tenacia di Massimo Rabboni che denominò la rivista con il termine più accattivante di “Errepiesse”, riportando solo le iniziali della Riabilitazione Psicosociale, sfumando il termine di “psichiatria” a vantaggio di quello “psicosociale”, interpretando l’evoluzione culturale di un movimento che metteva al centro la persona con un disturbo mentale, la storia della sua vita spesso contrassegnata da episodi traumatici anche lontani in una visione diacronica, la sua presa in carico condivisa in cui era protagonista come esperto per esperienza. Inoltre, era condivisa l’opinione che, alla base della strutturazione lenta del disturbo mentale, ci fossero fattori molteplici che esigevano risposte multidisciplinari e multiprofessionali per affrontare i determinanti psicosociali e per erogare trattamenti psicosociali basati sulle evidenze scientifiche più aggiornate e per lavorare contro il nemico invisibile rappresentato dal diffuso stigma.
Errepiesse ha vissuto online per vari anni a partire dal 2007 fino all’agosto 2021. Un grazie sentito va indirizzato a Massimo Rabboni che l’ha curata con attenzione e dedizione.
Ed adesso… ecco allora ripartire la rivista che ha mantenuto la stessa testata, una ripartenza scandita da entusiasmo grazie all’impegno del Consiglio Direttivo della SIRP ed, in particolare, di Pietro Nigro e del suo brillante staff.
Mi piace immaginare che gli operatori aspettino con curiosità l’uscita dei numeri di Errepiesse, leggendo avidamente l’indice, riproponendosi di commentare insieme agli altri membri dell’équipe. Ancora, mi piace immaginare che alcuni articoli di maggior interesse possano essere presi in considerazione per una replicazione nei propri servizi, nell’ipotesi che alcune esperienze ben descritte nei metodi e negli interventi, dopo attento vaglio dei referees che valutano il rigore scientifico dei contributi inviati per la pubblicazione, possano essere di ispirazione in tal senso.
Errepiesse pubblicherà, infatti, non solo commenti, articoli di riflessione, di critica, di aggiornamento da parte dei membri del Direttivo e di altri studiosi stranieri, ma anche articoli degli operatori che nei loro servizi portano avanti procedure e buone pratiche basate sulle evidenze di grande spessore terapeutico.
Verrà dato spazio anche ai familiari che volessero intervenire e anche a persone con disturbi mentali che si sentissero di poter raccontare la propria vicenda come esperti per esperienza.
Queste poche righe rappresentano, dunque, il “fischio di avvio del treno della rivista” verso il futuro cui seguiranno, in questo primo numero, gli interventi di coloro che si sono battuti per la sua ripartenza.
Desidero ringraziare coloro che mi hanno dato la possibilità di riportare questa brevissima storia degli sforzi editoriali della SIRP, sulla scorta della frase che ricorda “guardare indietro per andare meglio avanti”.
Auguri di lunga vita a Errepiesse!
Come citare questo articolo
Casacchia, M. (2026). Editoriale. Errepiesse, Anno XX, 1, 5.