Sviluppo e utilizzo della scheda SMPA-NPIA per il monitoraggio degli interventi di Arteterapia in età evolutiva
Abstract
L'Arteterapia si configura come un intervento complementare ai trattamenti clinici tradizionali nei servizi di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (NPIA). In età evolutiva, essa favorisce l'espressione emotiva, lo sviluppo relazionale e cognitivo e il rafforzamento dell'identità personale, risultando particolarmente utile quando la comunicazione verbale è limitata o difficoltosa. Nonostante la crescente diffusione, permane la difficoltà di documentare in modo sistematico gli esiti degli interventi anche in considerazione dell'eterogeneità degli approcci in uso. Per rispondere a questa esigenza è stata sviluppata la scheda SMPA-NPIA (Scheda di Monitoraggio nel Processo delle Arti Terapie), adattamento per l'età evolutiva di uno strumento già utilizzato in ambito psichiatrico adulto. La scheda è stata elaborata nell'ambito del Gruppo di Approfondimento Tecnico (GAT) delle Artiterapie della Regione Lombardia attraverso un processo di confronto tra professionisti, mappatura dei servizi e sperimentazione clinica. La SMPA-NPIA è uno strumento multidimensionale che valuta diverse aree del funzionamento del paziente: partecipazione globale al percorso, aspetti cognitivi, relazionali, espressivi, psicoeducativi ed emotivi. Gli item sono valutati mediante una scala Likert a sei punti, consentendo il monitoraggio dei cambiamenti nel tempo. La compilazione è affidata all'arteterapeuta in momenti prestabiliti del percorso terapeutico. Le prime applicazioni hanno coinvolto bambini e adolescenti tra i 3 e i 18 anni in differenti contesti assistenziali, evidenziando l'ampia trasversalità dell'Arteterapia in condizioni quali difficoltà emotivo-comportamentali, disturbi del linguaggio, mutismo selettivo, disturbo dello spettro autistico, ADHD e ansia sociale. L'utilizzo dello strumento potrebbe concorrere a favorire una valutazione condivisa, il dialogo interdisciplinare e la valorizzazione delle risorse evolutive del paziente.
Introduzione
Negli ultimi anni, le Artiterapie hanno progressivamente trovato spazio all’interno dei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA), affermandosi come interventi integrati ai trattamenti clinici tradizionali. In particolare, l’Arteterapia si è rivelata uno strumento efficace nel facilitare l’espressione emotiva e nel sostenere i processi evolutivi, soprattutto nei casi in cui il linguaggio verbale risulta limitato, immaturo o inibito. A fronte della crescente diffusione di questa pratica, emerge tuttavia una criticità rilevante: la difficoltà di documentare in modo sistematico gli esiti degli interventi. La varietà degli approcci, delle metodologie e dei contesti operativi rende complesso il confronto tra esperienze e ostacola la costruzione di evidenze condivise. In molti casi, la valutazione resta affidata all’osservazione clinica non strutturata, con il rischio di dispersione delle informazioni e limitata trasferibilità dei risultati.
La scheda SMPA-NPIA (Scheda di Monitoraggio nel Processo delle Arti Terapie) nasce proprio per rispondere a questa esigenza. L’obiettivo è fornire uno strumento condiviso che consenta di rilevare e descrivere i cambiamenti nei pazienti inseriti in percorsi di Arteterapia, favorendo al contempo una maggiore integrazione tra i professionisti coinvolti. Il presente contributo ne illustra il contesto di sviluppo, le caratteristiche principali, le modalità di utilizzo e le prime evidenze applicative, proponendo alcune considerazioni sul suo impiego nella pratica clinica.
L’arteterapia in età evolutiva
L’Arteterapia si fonda sull’idea che il processo creativo possa costituire un canale privilegiato per accedere al mondo interno della persona. In età evolutiva, questa prospettiva assume un valore particolarmente significativo: bambini e adolescenti, infatti, non sempre dispongono degli strumenti linguistici, cognitivi o emotivi necessari per esprimere in modo diretto emozioni complesse o vissuti traumatici. L’Arteterapia in età evolutiva si configura come un intervento psicoeducativo che si propone di sostenere il bambino e l’adolescente contestualmente al percorso di crescita, offrendo uno spazio protetto in cui il coinvolgimento nel processo creativo promuove lo sviluppo emotivo, relazionale e cognitivo in modo integrato. Attraverso le attività artistiche, il terapista riesce a impostare un lavoro che agisce su più livelli. Sul piano emotivo, il percorso di Arteterapia favorisce il riconoscimento e la regolazione dei propri stati affettivi e, parallelamente, contribuisce allo sviluppo della capacità di individuare e comprendere le emozioni e le sensazioni dell’altro. Sul piano cognitivo, viene invece stimolata l’attenzione, la pianificazione e la capacità di simbolizzazione. Sul piano relazionale, promuove l’incontro con l’altro in una dimensione mediata, meno esposta rispetto alla comunicazione diretta. Infine, sul piano identitario, rafforza l’autostima e la fiducia nelle proprie risorse, oltre a contribuire alla costruzione di un’immagine del sé più integrata e coerente. Questi elementi concorrono complessivamente alla costruzione di un più ampio senso di benessere psicologico. L’Arteterapia si declina in un insieme articolato di pratiche espressive, sviluppate in forme diverse ma di pari rilevanza clinica, tra cui l’Arteterapia in senso stretto basata sull’utilizzo di strumenti artistici quali il disegno o la produzione di elaborati creativi, la Musicoterapia, la Danza-Movimentoterapia, la Scrittura Creativa e la Teatroterapia.
Le modalità di intervento possono assumere forme differenti, a seconda delle esigenze del minore e del contesto clinico o educativo. Accanto ai percorsi individuali vengono frequentemente utilizzati contesti di gruppo, che offrono uniche opportunità di confronto, rispecchiamento e apprendimento sociale. In alcuni casi, vengono attivati anche setting familiari o paralleli, con il coinvolgimento dei genitori del bambino, che permettono un lavoro integrato sulle dinamiche relazionali e comunicative e la generalizzazione in ambito domestico delle competenze acquisite durante il percorso. Il setting riveste un ruolo centrale: il laboratorio arteterapeutico si configura come un ambiente accogliente, sicuro e non giudicante, in grado di favorire l’esplorazione creativa dei materiali proposti. In questo contesto si va a valorizzare il processo piuttosto che il risultato artistico. Questa cornice consente al bambino o all’adolescente di sperimentare, esplorare e, progressivamente, costruire un senso di sicurezza e di fiducia. Portando come esempio l’Arteterapia, la modalità di terapia artistica più diffusa, i materiali utilizzati quali argilla, carta, cartapesta e colori offrono la possibilità di vivere diverse esperienze espressive e sensoriali, e, tramite la loro trasformazione in immagini, oggetti o sequenze narrative, si favorisce l’emergere di contenuti emotivi difficilmente verbalizzabili e la loro elaborazione attraverso il fare artistico. La possibilità di manipolare, trasformare e combinare i materiali consente inoltre di rielaborare vissuti emotivi in forma concreta. In questo senso, il processo creativo assume una valenza trasformativa, in cui l’esperienza interna può essere esternalizzata, osservata e progressivamente riorganizzata. Anche le modalità di utilizzo e la scelta dei materiali possono fornire indicazioni rilevanti sul funzionamento del paziente, offrendo spunti per la lettura clinica e l’orientamento dell’intervento. Il prodotto artistico non viene interpretato in senso riduttivo o simbolico rigido, ma considerato come esito di un processo che coinvolge l’intera esperienza del soggetto.
Scheda SMPA-NPIA: verso un linguaggio condiviso
La diffusione dell’Arteterapia all’interno dei servizi di NPIA lombardi ha messo progressivamente in luce una marcata eterogeneità nelle pratiche cliniche adottate. Tale variabilità riflette, da un lato, la pluralità delle scuole di pensiero e dei modelli teorici che caratterizzano il campo dell’Arteterapia e, dall’altro, la diversità dei percorsi formativi e dei background professionali degli arteterapeuti operanti nei servizi.
Questa molteplicità di approcci, pur costituendo una risorsa in termini di ricchezza metodologica e competenze, ha evidenziato la necessità di strumenti condivisi che favoriscano una maggiore integrazione e coerenza operativa all’interno delle équipe multidisciplinari. La scheda SMPA nasce come strumento sviluppato e progressivamente affinato in ambito psichiatrico all’interno del GAT (Gruppo di Approfondimento Tecnico sulle Artiterapie), un progetto avviato nel 2017 nei servizi di Psichiatria dell’adulto della Regione Lombardia.
A partire dalla straordinaria e sempre più solida evidenza dell’utilità clinica dell’intervento arteterapeutico in contesto pediatrico, è emersa con forza la necessità di mappare e valorizzare le risorse di Arteterapia presenti nei diversi servizi territoriali e ospedalieri di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Lombardia. Tale evidenza ha reso prioritario anche promuovere una rete tra le diverse realtà operative, favorendo il confronto clinico attraverso l’adozione di un linguaggio condiviso e sostenendo il riconoscimento dell’Arteterapia come componente integrante dei percorsi di presa in carico e cura dei minori. In questa prospettiva, nel 2024 è stata proposta l’estensione del GAT anche ai servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lombardia, con il coordinamento dell’Ospedale Niguarda. Si è così avviato un percorso parallelo, specificamente orientato alla popolazione pediatrica, di confronto e sviluppo metodologico. In questo contesto, e alla luce dell’efficacia già dimostrata dalla scheda originariamente progettata per l’età adulta, è stato realizzato un adattamento mirato per l’età evolutiva, con l’obiettivo finale di individuare e costruire congiuntamente uno strumento di valutazione della qualità degli interventi in tale ambito. La prima fase del progetto ha riguardato la mappatura dei servizi di Arteterapia attivi sul territorio, includendo sia le strutture territoriali che quelle ospedaliere, con l’obiettivo di identificare le risorse disponibili e favorire un confronto sistematico tra i professionisti coinvolti. In seguito al reclutamento delle ASST lombarde, il GAT ha rappresentato uno spazio di confronto guidato, in cui i terapisti hanno potuto condividere esperienze e riflettere sull’esigenza di dotarsi di uno strumento comune di valutazione delle attività. Il percorso è stato arricchito da giornate formative per tutti gli operatori delle ASST coinvolte sulle buone pratiche in riabilitazione psicosociale. L’insieme delle iniziative proposte dal GAT ha consentito di individuare le dimensioni ritenute più rilevanti da osservare nei percorsi arteterapeutici e la creazione di un linguaggio comune tra i vari terapisti nel contesto dell’équipe multidisciplinare.
A partire da tali elementi a novembre 2024 è stata elaborata una prima versione della scheda, successivamente sottoposta a revisione attraverso il confronto continuo tra gli operatori. Gli incontri hanno svolto un ruolo fondamentale, consentendo di discutere criticamente lo strumento, evidenziarne i punti di forza e individuare possibili aree di miglioramento. Questo processo iterativo ha contribuito a rafforzarne la coerenza interna e la fruibilità. La fase di sperimentazione, avviata nel luglio 2025, ha permesso di testarne l’applicabilità nella pratica clinica attraverso la raccolta delle prime compilazioni. La scheda SMPA-NPIA rappresenta il risultato di questo processo, configurandosi come esito di una co-costruzione tra professionisti.
Caratteristiche e struttura della scheda
La SMPA-NPIA si configura come uno strumento multidimensionale, progettato per cogliere la complessità del funzionamento del paziente nel contesto del percorso di Arteterapia. La sua struttura riflette una concezione integrata della persona, in cui le diverse aree di funzionamento sono considerate in relazione tra loro. La scheda comprende una sezione iniziale dedicata ai dati generali, che raccoglie informazioni relative al paziente, al contesto di intervento e alle caratteristiche del setting. Seguono tutte le aree di valutazione — area di valutazione globale, area cognitiva, relazionale, espressiva, psicoeducativa ed emotiva — articolate poi in item specifici. L’area di valutazione globale tiene conto della presenza, continuità e partecipazione al percorso. L’area cognitiva include indicatori relativi all’attenzione, alla flessibilità e alla capacità di comprendere e rielaborare l’esperienza. L’area relazionale prende in considerazione le modalità di interazione con il terapeuta, il gruppo e i materiali. L’area espressiva riguarda la creatività e l’esplorazione, mentre quella psicoeducativa si focalizza su aspetti quali autostima e consapevolezza delle proprie risorse. Infine, l’area emotiva valuta la capacità di riconoscere e modulare gli stati affettivi. Gli item sono valutati attraverso una scala Likert da sei punti che consente di quantificare la frequenza dei comportamenti osservati. Questo approccio permette di cogliere variazioni anche lievi e di monitorare l’evoluzione nel tempo.
Modalità di utilizzo e interpretazione dei dati
La compilazione della scheda è affidata all’arteterapeuta e avviene in momenti specifici del percorso: all’inizio, a intervalli regolari (generalmente ogni tre-sei mesi) e qualora si ritenga opportuno registrare cambiamenti rilevanti. La compilazione deve essere effettuata al di fuori degli incontri, basandosi sull’osservazione del comportamento del paziente nel mese precedente. Ogni compilazione viene considerata indipendente, al fine di ridurre l’influenza di valutazioni precedenti e mantenere una maggiore aderenza alla realtà clinica. I punteggi ottenuti per ciascuna area consentono di costruire un profilo sintetico del funzionamento del paziente. Il confronto tra rilevazioni successive permette di individuare traiettorie di cambiamento, evidenziando miglioramenti, stabilità del quadro o eventuali criticità, segnalabili in équipe.
Prime evidenze applicative
I primi utilizzi della scheda hanno coinvolto un campione di bambini e adolescenti di età compresa tra 3 e 18 anni, inseriti in diversi contesti di cura. La maggior parte degli interventi si è svolta all’interno delle UONPIA (Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, servizio territoriale di NPIA), con una prevalenza di setting di gruppo. Sono stati registrati interventi svolti anche in contesto di Day Hospital, MAC (Macroattività Ambulatoriale Complessa), Centri Diurni, Centri Semi-Residenziali e Comunità Educative. Tra i dati rilevati, l’Arteterapia si conferma come tipologia di intervento più diffusa, seguita dalla Danza-Movimentoterapia e dalla Musicoterapia. Le condizioni cliniche dei bambini e ragazzi che hanno avuto accesso a questo tipo di servizio risultano eterogenee, con una netta prevalenza di difficoltà emotivo-comportamentali, seguite dai disturbi dell’apprendimento, disturbi dell’umore e altri quadri. Nello specifico, la richiesta di intervento arteterapeutico a sostegno di bambini con disturbi emotivo-comportamentali si fonda sulla possibilità di favorire una modulazione dell’approccio alla realtà, mediata dall’utilizzo dei materiali e dalla guida del terapeuta, che orientano e strutturano l’esperienza. Tale modalità può inoltre essere interiorizzata come modello comportamentale, consentendo l’acquisizione di strategie adattive trasferibili e utilizzabili anche al di fuori del contesto terapeutico. Si ritiene opportuno segnalare anche la presenza di una percentuale di pazienti con mutismo selettivo e disturbi del linguaggio che generalmente, sulla base dell’osservazione clinica, tendono a trarre beneficio da questa tipologia di interventi, grazie all’utilizzo dell’arte come strumento dell’espressione del sé e mezzo di condivisione con l’altro. Analogamente, anche bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico mostrano esiti favorevoli, in particolare in termini di incremento dell’autostima, in quanto riescono a valorizzare e utilizzare le competenze nell’area visuopercettiva come loro risorsa privilegiata. L’ADHD è un’altra delle condizioni che può richiedere l’intervento arteterapeutico, in quanto la gestione e manipolazione del materiale favorisce la regolazione comportamentale e il potenziamento delle funzioni esecutive. Bambini e adolescenti con disturbo da ansia sociale traggono particolare beneficio dall’intervento arteterapeutico in quanto possono sperimentare la relazione con il terapeuta e con i pari all’interno di un contesto protetto e contenitivo, che favorisce un’esperienza di sé più sicura. In adolescenza, inoltre, l’Arteterapia assume una particolare rilevanza, soprattutto nell’ambito della disregolazione emotiva. Il processo creativo permette di affrontare contenuti complessi in modo indiretto, riducendo il rischio di esposizione eccessiva. Questa varietà conferma la trasversalità dell’Arteterapia, che può essere utilizzata in contesti differenti.
Utilizzo e prospettive future
Allo stato attuale, si esprime soddisfazione rispetto alla fruibilità della scheda, che si è dimostrata di agevole compilazione per i terapisti e funzionale alla raccolta sistematica dei dati. Lo strumento presenta potenzialità incoraggianti e promettenti prospettive di sviluppo, pur necessitando della prosecuzione nella raccolta dei dati e di un progressivo perfezionamento dello strumento attraverso il confronto e l’integrazione di contributi provenienti da tutti gli operatori coinvolti, al fine di consolidarne l’applicabilità clinica, pur considerando che la valutazione può sicuramente risentire della componente soggettiva dell’operatore. I dati attualmente disponibili non consentono ancora analisi longitudinali di ampia portata. Al momento le osservazioni raccolte si configurano come una fotografia della popolazione attualmente in trattamento; per essere interpretati in modo sistematico sarà necessario il confronto con successive valutazioni a mesi di distanza.
Conclusioni
In conclusione, la scheda SMPA-NPIA rappresenta un passo significativo verso la strutturazione della valutazione in Arteterapia in età evolutiva. Oltre a supportare il monitoraggio dei percorsi clinici, si propone come ponte all’interno dell’équipe multidisciplinare e tra terapisti con formazioni diverse, promovendo il dialogo e una visione condivisa e integrata del paziente. Offre al terapeuta un valido supporto alla riflessione clinica in bambini eterogenei per fase di sviluppo e caratteristiche di funzionamento, consentendo di focalizzare l’attenzione sulle aree di maggiore rilevanza nel percorso terapeutico. Inoltre, contribuisce allo sviluppo di una cultura della valutazione, che in questo ambito non assume mai una funzione performativa. L’esito, infatti, non si configura come un giudizio sull’individuo, bensì come una riflessione sull’efficacia del percorso, contribuendo a valorizzarlo e a rendere evidenti gli effetti di un intervento che già trova riscontro nella pratica clinica quotidiana nei contesti di salute mentale. È bene sottolineare come la scheda consenta di delineare un profilo del paziente e, inserita in un contesto terapeutico già per sua natura centrato sulla persona, permette di cogliere la complessità del funzionamento individuale, evidenziando non solo le difficoltà, ma valorizzando anche le risorse e le potenzialità evolutive.
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Come citare questo articolo
Battezzati, A. L.; Fontana, M.; Marengo, F.; Vignoli, A.. (2026). Sviluppo e utilizzo della scheda SMPA-NPIA per il monitoraggio degli interventi di Arteterapia in età evolutiva. Errepiesse, Anno XX, 2, 56-62.